16 Nov 2014

Vivere nella Maremma Toscana

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A pochissima distanza dall’agriturismo Casetta Tartuchino, è stata trovata la prima fattoria etrusca della Maremma descritta in letteratura: questa zona era coltivata già da allora. E ha continuato ad esserlo, nei secoli successivi. Ma la vita era assai dura, soprattutto a causa della malaria.

Maremma amara

Tutti mi dicon Maremma, Maremma…
Ma a me mi pare una Maremma amara.
L’uccello che ci va perde la penna
Io c’ho perduto una persona cara.

Così recitava la canzone ottocentesca, ai tempi delle bonifiche delle paludi, che qui si dicono paduli. La costa era da sempre infestata dalla malaria: all’origine della bonifica della zona di Castiglion della Pescaia, ci fu il dolore del  Granduca Leopoldo di Toscana per la morte di suo nonno. Da lì nacquero i progetti dell’ingegner Ximenes per la movimentazione delle acque, affinchè la zanzara non vi si riproducesse depositando le uova. Seguirono poi gli altri sistemi di prosciugamento attraverso canalizzazioni e piantumazioni di alberi a grande consumo di acqua (principalmente pini ed  eucaliptus).

 

L’Ente Maremma

Il miglioramento netto delle condizioni di vita si ebbe con la riforma agraria dell’Ente Maremma, che assegnò ai contadini le terre tolte al latifondismo, e diede loro delle vere abitazioni: sulle nostre colline, molte sono le case costruite secondo il progetto dell’Ente Maremma, con il forno a legna e la stalla sotto,  e  la casa al piano superiore, con la scala esterna per salire. Ho trovato un interessante video  sulla storia  periodo immediatamente successivo alla riforma agraria.

La riforma agraria cambiò immensamente la vita in campagna. Pure, questo video pare molto lontano nel tempo. La Maremma  è ora una terra dolce, pur essendo  riuscita  a conservara la sua purezza un po’ selvatica.

La terra è bassa?

La densità di popolazione è  ancora oggi molto bassa,  anzi più bassa di allora: nei poderi come il Tartuchino, allora vivevano famiglie numerosissime, e ciascun componente aveva il suo ruolo nella conduzione del podere. Ora è più difficile che i ragazzi decidano di fermarsi a vivere in campagna: potendo, preferiscono trasferirsi in città. Lavorare la terra è ormai infinitamente meno faticoso, ma ancora -come si dice-  “la terra è bassa”.

Al contratrio, spesso  si sente di ragazzi nati in città, dove le  opportumità di lavoro sono diminuite,  che  pensano di   trasferirsi in campagna, per avere ritmi più salutari e naturali.

Io, in verità,  li capisco.

 

 

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